Grande successo della mobilitazione web. Oltre un centinaio i gay e le lesbiche oggi nel centro storico di Sulmona. Per contestare il sindaco Fabio Federico e le sue esternazioni omofobe.
Piazza XX Settembre è coperta di bandiere arcobaleno, per riscattare Sulmona e la sua immagine offesa. Presenti le rappresentanze gay di tutta la regione: i quattro comitati Arcigay abruzzesi, l'associazione Jonathan Diritti in Movimento, l'UAAR. Ci sono anche Ordlando e Bruno, la coppia gay più longeva d'Europa. Loro, che da decenni vivono felicemente a Pineto, in prima fila nella battaglia nazionale per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, proprio non ci stanno a far passare l’idea che Sulmona e l’Abruzzo possano essere considerati omofobi.
Non vorrei mai che mio figlio fosse gay. L’omosessualità? È un’aberrazione genetica da far curare.
La polemica è scaturita da un video su Youtube che negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo. In un'intervista rilasciata nel 2006 ad un'emittente locale l'attuale primo cittadino - all'epoca consigliere comunale - dà spettacolo con un tripudio di esternazioni dal forte contenuto omofobo. Immediata è stata la reazione delle associazioni LGBT regionali e nazionali. La parlamentare Paola Concia chiede le dimissioni del sindaco, il senatore Ignazio Marino invoca l'intervento dell'ordine dei medici. Interviene anche il ministro Mara Carfagna per condannare l'omofobia.
Sulmona non è omofoba, sindaco fai outing
urla lo striscione adagiato ai piedi della statua di Ovidio, ironicamente proprio il poeta dell’amore. Colpisce come si siano mobilitate anche le associazioni studentesche locali e come abbia partecipato la cittadinanza tutta.
Porto i saluti del consiglio comunale e di tutte le istituzioni della città. La città del sommo poeta Ovidio. La città dell’amore e per questo ospitale con tutti.
Con queste parole ed in dono una scatola di confetti giallo-rossi (i colori della città) il presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci ha accolto il corteo in Piazza Tresca. Chiesto a gran voce dai partecipanti, arriva in bicicletta anche il contestato Fabio Federico. Il sindaco chiede scusa per le sue parole e, sempre in bici, si mette a capo del corteo e lo accompagna per i primi metri. Attraversano il Corso, davanti agli occhi dei cittadini sulmonesi e alla curiosità dei turisti.
Grande successo della mobilitazione web. Oltre un centinaio i gay e le lesbiche oggi nel centro storico di Sulmona. Per contestare il sindaco Fabio Federico e le sue esternazioni omofobe.
Piazza XX Settembre è coperta di bandiere arcobaleno, per riscattare Sulmona e la sua immagine offesa. Presenti le rappresentanze gay di tutta la regione: i quattro comitati Arcigay abruzzesi, l'associazione Jonathan Diritti in Movimento, l'UAAR. Ci sono anche Ordlando e Bruno, la coppia gay più longeva d'Europa. Loro, che da decenni vivono felicemente a Pineto, in prima fila nella battaglia nazionale per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, proprio non ci stanno a far passare l’idea che Sulmona e l’Abruzzo possano essere considerati omofobi.
La polemica è scaturita da un video su Youtube che negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo. In un'intervista rilasciata nel 2006 ad un'emittente locale l'attuale primo cittadino - all'epoca consigliere comunale - dà spettacolo con un tripudio di esternazioni dal forte contenuto omofobo. Immediata è stata la reazione delle associazioni LGBT regionali e nazionali. La parlamentare Paola Concia chiede le dimissioni del sindaco, il senatore Ignazio Marino invoca l'intervento dell'ordine dei medici. Interviene anche il ministro Mara Carfagna per condannare l'omofobia.
urla lo striscione adagiato ai piedi della statua di Ovidio, ironicamente proprio il poeta dell’amore. Colpisce come si siano mobilitate anche le associazioni studentesche locali e come abbia partecipato la cittadinanza tutta.
Con queste parole ed in dono una scatola di confetti giallo-rossi (i colori della città) il presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci ha accolto il corteo in Piazza Tresca. Chiesto a gran voce dai partecipanti, arriva in bicicletta anche il contestato Fabio Federico. Il sindaco chiede scusa per le sue parole e, sempre in bici, si mette a capo del corteo e lo accompagna per i primi metri. Attraversano il Corso, davanti agli occhi dei cittadini sulmonesi e alla curiosità dei turisti.